C’è un posto dove è possibile fare un salto indietro nel tempo: Erice, piccolo borgo medievale sulla cima del monte omonimo, le cui radici affondano nel mito.
La sua storia millenaria si respira ad ogni passo, ogni angolo del paese suscita emozioni.
La bellezza di Erice va assaporata lentamente. Prendevi tutto il tempo e lasciatevi guidare dal vostro istinto, perdetevi tra le sue vie elegantemente lastricate…ma se volete conoscere le prime dieci cose da vedere seguiteci…

1 IL DUOMO e la TORRE di Re Federico

Il Duomo venne eretto nel 1312 da Federico III d’Aragona prima di ritornare a Palermo, come ringraziamento alla città che lo aveva ospitato in un momento di crisi politica. Per la sua costruzione venne utilizzato anche del materiale proveniente dal tempio di Venere, infatti nella parete esterna, lato sud della chiesa, si possono ammirare le nove formelle di pietra, a forma di croce, provenienti dal tempio. Al suo interno la chiesa è di una bellezza abbagliante, ricoperta da un candido merletto bianco in stile neo-gotico. Successivamente la facciata fu completata con un elegante rosone e uno splendido portico.
Al suo fianco svetta la Torre di Re Federico, probabilmente costruita sopra un’antica torre d’avvistamento militare del periodo punico. Salire i sui 110 scalini per ammirate Erice dall’alto sarà una piccola fatica, ma ricompensata da uno spettacolo emozionante!

2 PIAZZA UMBERTO I

Sulla Piazza Umberto I si affacciano il Municipio e diversi palazzi nobiliari. Il Municipio ospita il prezioso Museo Cordici dove si trova una splendida testina di Venere del VI sec. a.C. Fate una sosta in questo suggestivo angolo del paese, regalatevi qualche minuto per godere l’atmosfera medievale del luogo.

3 IL CASTELLO DI VENERE

Il Castello sorge nello stesso luogo dove anticamente si trovava il santuario dedicato alla divinità femminile della fecondità. Un luogo di culto che nell’antichità attraeva gente da tutto il Mediterraneo. Col passare dei secoli il culto rimase lo stesso, mentre cambiava il nome femminile della dea: al tempo dei Fenici si venerava Astarte, con i Greci Afrodite e poi con i Romani si passò al culto di Venere.
E con l’arrivo dei cattolici Normanni che le dee furono sostituite dal culto cristiano della Vergine Maria.
Sui resti dell’antico santuario i Normanni costruirono una fortezza-castello che ancora oggi lascia senza fiato per la sua bellezza.

4 LA TORRETTA PEPOLI

Fu il Conte Agostino Pepoli, mecenate e studioso, a fare erigere questo splendido edificio nel 1870. La location perfetta per dedicarsi ai suoi studi e agli incontri con altri uomini di cultura del tempo. La torreta, in stile Liberty, si sviluppa su quattro livelli e la sua eeganza è accentuata dallo straordinario panorama  che le fa da cornice.

5 I GIARDINI DEL BALIO

Passeggiando tra le vie del borgo vi troverete ad un tratto dentro un bellissimo giardino. Avrete la sensazione di  avere varcato un confine senza accorgervene. I viali del Balio, in una sorta di abbraccio che rende unico questo luogo, si intrecciano alle stradine, ai cortili e alle rampe che costituiscono il tessuto urbano del borgo medievale. Ringhiere, lampioni di ghisa, piccole fontane e steli marmoree ornano e si mescolano al fitto sottobosco di arbusti e siepi creando un ambiente elegante e rilassante.

6 LE  MURA CICLOPICHE

Meritano davvero questo appellativo, le Mura Elimo-Puniche costruite dall’antico popolo degli Elimi a difesa di Erice, tra il VII ed il VI sec A.C. e poi implementate dai Fenici. La cinta muraria parte da Porta Trapani e giunge a Porta Spada ed è composta da megaliti dalla forma squadrata che possono raggiungere diverse tonnellate di peso. Su alcuni massi è ancora visibile l’incisione di alcune lettere dell’alfabeto fenicio.
Seguendo il percorso delle Mura vi ritroverete a camminare dentro la bella pineta ericina. Una curiosità: le mura si chiamano “ciclopiche” perchè i fenici usavano utilizzare come operai una popolazione vicina, particolarmente robusta: i Ciclopi.

7 PASTICCERIE 

Belli come dei gioielli, fanno bella mostra di sé nelle vetrine al pari di preziosi oggetti del desiderio…stiamo parlando della pasticceria ericina, unica nel suo genere, ma molto imitata in tutta l’isola.
Profumi di mandorle, zucchero e miele inebriano l’aria, ma le ricette di questi piccoli scrigni, ricchi di bontà, sono assolutamente segrete. Impossibile resistere alle Genovesi, il più tipico dei dolci di Erice, una deliziosa crema al latte avvolta da una delicata pasta frolla, amatissime quelle di Maria Grammatico e della Pasticceria San Carlo.

8 ARTIGIANATO

Tappeti dalle magnifiche geometrie, ceramiche dai colori smaglianti, merletti e ricami realizzati da mani sapienti, questo e tanto altro si trova nelle botteghe artigianali del borgo. Seguendo gli oggetti esposti sui muri di pietra potrebbe capitarvi di imbattervi in qualche artigiano all’opera nella sua bottega, una bellissima occasione per ammirare la loro maestria.

9 QUARTIERE SPAGNOLO

Il Quartiere Spagnolo (XVII sec.) è un’interessante struttura militare in pietra costruito su una ampia piattaforma rocciosa. Godetevi la magnifica vista sul golfo di Bonagia e su Monte Cofano e, se l’aria è tersa, potrete arrivare a vedere anche la piana di San Vito Lo Capo. Originariamente l’edificio era una caserma per i soldati posti a presidio di  Erice, oggi ospita nelle sue stanze un piccolo Museo dedicato agli antichi mestieri.

10 CHIESA DI SANT’ORSOLA

Questa piccola chiesa del 1413, chiamata anche dell’Addolorata, si trova nei pressi di Porta Spada accanto alle Mura Ciclopiche. La Chiesa, preceduta da un cortile, ha una facciata semplice e lineare mentre al suo interno ha una  struttura che è la somma di due chiese: la prima, in gotico catalano, del 1413, in onore di Sant’Orsola; la seconda, in stile rinascimentale,del 1451, in onore di Santa Maria di Gesù. Il pavimento ha delle parti in maiolica realizzate nel  ’500 da maestranze trapanesi. Bella la statua di Santa Maria, opera di  Francesco Laurana.

 

Fonte: https://www.sanvitoweb.com

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