Alto 751 m s.l.m., si trova a est di Trapani, declinando fino al mar Tirreno, dando così l’impressione di un’altezza maggiore di quella reale, e si estende per una superficie di 18,3 chilometri quadrati. Dalla montagna discende il fiume Lenzi[.

Nella sommità si erge la città di Erice, mentre alle falde si trovano, rispettivamente, sul lato occidentale la frazione Casa Santa del comune di Erice e la periferia della città di Trapani, e sul lato orientale il comune di Valderice.

Il territorio di Monte San Giuliano, denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell’attuale comune, anche quelli di ValdericeCustonaciSan Vito Lo CapoBuseto Palizzolo e parte di quello di Castellammare del Golfo

L’imperatore Federico II, con un privilegio del 1241, aveva concesso agli ericini il possesso di questo vasto territorio che comprendeva al suo interno numerose località, chiamate casali: casale Curtiicasale Scupellicasale Fraginisicasale Rachalgimircasale Sanctæ Yrinicasale Rachalhabcasale Handiluhiaracasale Bumbulunicasale Murficasale Busitcasale Arcudaciicasale Ynnichicasale Hurricasale Rachalculei, con tutti i loro tenimenti e le loro pertinenze. 

Questo territorio, sul quale l’universitas esercitava la sua giurisdizione, era diviso in feudi e contrade, la cui proprietà spettava all’universitas medesima ovvero a privati: la sua estensione era, fino al 1846 di circa 40000 ettari, il suo litorale si prolungava per 26 miglia dalla spiaggia di Castellammare del Golfo a quella di San Giuliano e al suo interno erano comprese tre baronie. La prima era quella di Baida, che confinava a settentrione con la spiaggia e il cui barone godeva il mero e misto impero; l’altra era quella di Inici, della quale erano feudatari i Sanclemente; l’ultima era quella di Arcodaci, proprietà della famiglia Monroy. All’universitas spettavano il feudo Ralibesi, il cui nome – come quello di molte altre contrade della regione – è di origine islamica, il feudo Xambola, il feudo Lacci, il feudo Punta, così chiamato per una punta di terra che si estende verso il mare chiamata capo san Vito, il feudo di Castelluzzo, che prese il nome da un castello che si trovava in questa località, e il feudo Sanguigno.

Il 24 gennaio 1846 parte di questo territorio veniva sottratto all’universitas di Monte San Giuliano e attribuito a Castellammare del Golfo[.